Sui sistemi GNU/Linux, le soluzioni per garantirsi un sistema di backup sono davvero tante.

Tuttavia non tutte le soluzioni garantiscono la creazione di salvataggi ad intervalli regolari.

E’ inutile star qui a decantare i vantaggi di avere un sistema di backup e soprattutto a intervalli regolari.

Per chi non ha ancora preso in considerazione questa possibilità, be da oggi può farlo grazie a REAR.

REAR sta per Relax And Recovery.

Questo utile strumento si occupa di generare automaticamente un’istantanea, andando a “fotografare” sul momento lo stato di attività del sistema.

A differenza di programmi simili, REAR ha un vantaggio quasi unico nel suo genere.

Gli screenshoot del sistema si avviano e si installano con un comune DVD o una chiave USB.

Infatti, i dati vengono salvati su un supporto ottico che può essere poi utilizzato come disco di ripristino.

In pratica, non dovrete montare preventivamente un software che legga le immagini per poi riutilizzarle.

Basta infatti avviare il PC con il DVD o la USB creata con REAR e procedere come se si stesse installando un comune sistema operativo.

Relax And Recovery è disponibile per tutte le maggiori distribuzioni.

Per alcune distribuzioni è disponibile direttamente dai repository ufficiali mentre per altre distribuzioni bisogna scaricare il pacchetto compilato per la propria distribuzione.

Per installarlo su Fedora basta aprire il terminale e digitare:

dnf install rear

Se invece utilizziamo RHEL, CentOS, Scientific Linux o Oracle Linux, bisogna prima aggiungere o il repository EPEL o Repoforge e quindi, aprire il terminale e digitare:

yum install rear

Su OpenSUSE e SLES, basta aprire il terminale e digitare:

zypper install rear

Mentre per Ubuntu 16.04 potete trovare il file .deb a questo indirizzo.

Se invece usate l’ultima LTS di di Ubuntu il link è il seguente.

Comunque nella pagina di download del sito ufficiale potete trovare i pacchetti per tutte le distribuzioni.

Ma adesso passiamo brevemente all’atto pratico e facciamo una prova di backup.

Per prima cosa abbiamo bisogno di un’unità USB di riserva che sia abbastanza grande da memorizzare la copia del nostro sistema.

Adesso prepariamo la pendrive USB tramite il comando da impartire da terminale:

sudo /usr/sbin/rear format /dev/sdX

In questo caso X va sostituito con il nome reale dell’unità su cui effettuare il ripristino.

Impostiamo il nome dell’unità di destinazione andando a modificare il file /etc/rear/local.conf.

Infine si può creare un’immagine di ripristino basilare semplicemente dando il comando:

sudo /usr/sbin/rear -v mkrescue

Quello che abbiamo appena visto è solo un esempio molto basilare, il programma è personalizzabile secondo i nostri gusti e le nostre esigenze.

Per avere maggiori informazioni sulle varie opzioni e sullo sviluppo del progetto potete trovare maggiori informazioni sulla pagina ufficiale