Il Team per lavoro Trasformazione Digitale ha presentato un nuovo modello unico per la costruzione dei siti web istituzionali al quale i portali dei vari comuni italiani potranno fare riferimento per quanto riguarda la costruzione dei servizi web dedicati ai cittadini.

Il progetto è stato annunciato dal Content Designer del Team per la Trasformazione Digitale, Lorenzo Fabbri:

“Abbiamo creato un prototipo di sito web per i Comuni italiani basato su alcune delle migliori esperienze locali. Il Comune di Cagliari sarà il primo a realizzarlo.”

Come si può evincere quindi è un prototipo di un portale web, che si vuole porre come punto di riferimento per quanto riguarda l’organizzazione delle informazioni e l’erogazione dei servizi cercando anche di fornire una buona esperienza utente.

Il tutto è stato rilasciato su Github e sotto licenza Open Source (più precisamente sotto licenza BSD 3-Clause), un gesto encomiabile.

Assieme al prototipo è stata pubblicata anche una adeguata documentazione sulla pagina del progetto, in modo da permettere ai comuni che vogliono adeguarsi a questo nuovo “standard” di procedere autonomamente.

È ovvio che il modello in questione può essere liberamente adattato per rispettare le singole esigenze dei vari comuni.

Ho trovato interessante che siano stati implementati dei modelli di base ricorrenti per le principali situazioni in cui un cittadino può imbattersi all’interno di un portale comunale:

  • Iscriversi a qualcosa o avviare una pratica;

  • Cercare informazioni su uno specifico argomento;

  • Pagare un determinato servizio;

  • Prenotare un appuntamento con un funzionario comunale;

  • Ricevere messaggi personalizzati su scadenze determinate;

  • Segnalare problemi nel comune.

Fondamentalmente questi modelli coprono probabilmente oltre il 90% delle esigenze dei comuni e il fatto che possano essere standardizzate tra i vari comuni rende molto più facile lavoro vita ai cittadini che possono così interfacciarsi con i vari servizi in modo coerente senza dover quindi andare ad imparare ogni volta come funziona ogni portale dei vari comuni.

L’esperienza utente ne guadagna non poco e questa eventuale facilità può portare a una maggiore diffusione dei servizi digitali in una nazione come la nostra che da questo punto di vista è indietro anni luce in confronto agli altri stati europei e non solo.

Inoltre questo prototipo è stato progettato con un occhio di riguardo verso il mobile dato che ormai tutti i dati statistici confermano il trend che le pagine web vengono visualizzate principalmente dai dispositivi mobile.

Questo approccio mobile first ha consentito di dare una maggiore attenzione agli elementi essenziali in modo da garantire un’esperienza ottimale da qualsiasi dispositivo.

Ci sono anche delle chicche sviluppate espressamente per i dispositivi mobile come ad esempio le possibilità di implementare una pagina dalla quale sarà possibile, tramite un QR code stampato sui manifesti, segnalare velocemente eventuali problemi che si riscontrano in città.

Ma il vero cuore del modello sembra essere la parte dedicata ai servizi.

Tutti i servizi vengono introdotti da una pagina di presentazione, con una struttura ben definita, che offre tutte le informazioni necessarie per poter conoscere e utilizzare il servizio.

Lo schema è semplice ed essenziale:

  • Di che cosa si tratta;

  • A chi si rivolge;

  • Quanto tempo serve per ottenerlo;

  • Che cosa serve per usufruirne.

Questa sezione come si evince facilmente dai quesiti che abbiamo appena visto, va a raccogliere tutte le informazioni necessarie su cosa fare, come farlo, a che cosa serve e se eventualmente è obbligatorio presentarsi fisicamente allo sportello comunale.

Sostanzialmente gli obiettivi di questo progetto sono quello di rendere più semplice ma lettura, facilitare il recupero delle informazioni e rendere meno onerosa la gestione dedicata all’amministrazione trasparente ai funzionari pubblici che se ne occupano.

Anche se su quest’ultimo punto devo fare una “piccola” critica, derivante dagli anni trascorsi in giro, come ogni buon cittadino italiano, tra le varie pubbliche amministrazioni e avendo a che fare con vari tipi di funzionari.

Il problema di base non è su come o quando si possa semplificare il lavoro ai vari funzionari, ma è l’incapacità nella maggior parte dei casi che chi si occupa della parte informatica,e non solo, ad eseguire anche le operazioni più basilari.

Per alcune persone è complesso persino inviare una mail o modificare un file in formato pdf, figuriamoci inserire dati su un portale web.

Bisognerebbe quindi partire da una maggiore e più adeguata formazione per questi dipendenti e anche da uno svecchiamento, cosa che non guasta mai, visto l’età media delle persone che spesso anche questi ruoli all’interno della pubblica amministrazione.

L’idea iniziale appare buona e interessante, ma adesso bisogna vedere come verrà accolto da parte delle varie amministrazioni e i modi e i tempi in cui un progetto simile può essere implementato.

Sicuramente per i comuni delle grandi città le difficoltà saranno minori, ma saranno i piccoli comuni, che sono la maggioranza in Italia, ha fare eventualmente la differenza, se riusciranno ad implementare questo tipo di soluzione.